Carattere e professione · Etica pubblica
La politica senza etica e il nuovo Gattopardo
Il trasformismo non cambia soltanto gli uomini al comando: dissolve stile, responsabilità e senso del limite nella gestione del potere.
di Pierfrancesco Viti ·
La politica senza etica: una parafrasi dal Gattopardo C’è un tratto del nostro tempo che ricorda da vicino le pagine del Gattopardo. Allora, la vecchia classe dirigente - con tutti i suoi limiti ma anche con una sua misura, un suo stile, un suo senso dell’onore - scelse di farsi da parte. Abdicò a un ruolo che aveva tenuto insieme per secoli il tessuto morale del Paese, consegnandolo a una nuova folla di “tutti”, animati più dall’urgenza di partecipare che dalla capacità di reggere il peso della responsabilità.
Si disse che fosse progresso. Che fosse democratizzazione. Che fosse il tempo di rinnovare il sangue della vita pubblica.
Eppure, come avrebbe sussurrato il Principe Salina, non tutto ciò che cambia migliora. Anzi. Il risultato più evidente è sotto gli occhi di chiunque non finga di non vedere: una politica incapace di etica, di eleganza, perfino di quella semplice coerenza che un tempo distingueva chi serviva lo Stato da chi cercava solo un posto nello Stato.
Ed è in questo quadro che si inserisce una delle figure più emblematiche del presente: chi non condivide più la rotta di un’amministrazione, ma resta seduto dove si trova, aggrappato alla propria poltrona come a una zattera, nell’illusione che la dignità sia un bene sacrificabile e che l’onore sia un concetto superato. Il paradosso è che proprio coloro che hanno voluto “mettere tutti sullo stesso piano” hanno finito per lasciare la scena a una classe politica che difende sé stessa più di quanto difenda le idee.
La coerenza è diventata rara, la rinuncia impossibile, il passo indietro un gesto considerato quasi eccentrico. E così, ciò che nel Gattopardo era l’alba di una nuova era, oggi è la fotografia di un tramonto: quello del senso del dovere. Dove la dignità dovrebbe bastare, regna la poltrona.
Dove l’etica dovrebbe comandare, comanda la convenienza. Gli antichi direbbero mala tempora currunt. Il Principe Salina, probabilmente, sorriderebbe amaro: era tutto già scritto.
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