Tradizione e identità · Identità e società
La tradizione non è una forma di arretratezza
Dio, Patria e Famiglia vengono spesso liquidati come residui del passato; eppure continuano a dare orientamento, appartenenza e responsabilità.
di Pierfrancesco Viti ·
Ci sono persone - sempre le stesse, sempre con la stessa cantilena - che definiscono “retrogrado” parlare di Dio, Patria e Famiglia. Gli stessi che però pretendono di chiamare “modernità” il crescere figli senza radici, senza identità, senza tradizione e senza nemmeno un’idea di bene e di male. È curioso: per loro proteggere i bambini dall’ideologia gender è oscurantismo; ma evitare qualsiasi riferimento alla religione a scuola sarebbe il picco del progresso civile.
Perché un adulto sano dovrebbe essere ossessionato dal “formare” l’identità sessuale di bambini di 5, 6, 7 anni? La verità è semplice e imbarazzante per loro: scambiano il vuoto per libertà e la confusione per emancipazione. Una forma di cecità ideologica che si maschera da intelligenza.
Dicono che Dio, Patria e Famiglia sono concetti del passato. Già... peccato che siano anche i concetti che hanno costruito tutto ciò grazie a cui oggi possono parlare, scrivere, polemizzare e perfino fare i rivoluzionari da salotto con lo smartphone in mano. Se togli radici a un bambino, non lo liberi: lo lasci cadere.
Se togli la tradizione a un popolo, non lo emancipi: lo indebolisci. E se togli identità a una società, non la rendi moderna: la rendi manovrabile. Chi predica tutto questo come se fosse progresso, in realtà non sta avanzando: sta solo scivolando nel nulla, convinto di volare.
Chi ha bisogno di distruggere Dio, Patria e Famiglia per sentirsi “evoluto” non è moderno: è semplicemente orfano di se stesso. E no, non è una questione politica. È questione di realtà.
E la realtà - per chi vive di ideologie - fa sempre malissimo.
Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.