Politica e istituzioni · Autorità e democrazia
La crisi dell'autorità nel nostro tempo
Confondere autorità, autoritarismo e tirannide impedisce di comprendere tanto i limiti del potere quanto la necessità di istituzioni autorevoli.
di Pierfrancesco Viti ·
Sull’Autorità e la confusione del nostro tempo: il caso Elly Schlein - di Pierfrancesco Viti Da oltre due secoli, da quando la Rivoluzione francese ha preteso di sostituire Dio con la volontà dell’uomo, l’Occidente vive in una crisi profonda dell’autorità. Da quel momento, l’uomo ha creduto di potersi autodeterminare senza riferimenti superiori, smarrendo così il senso stesso del limite. Da allora si confonde la FORZA con la VIOLENZA, la FERMEZZA con la TIRANNIDE, l’ORDINE con l’OPPRESSIONE.
È la malattia della modernità: credere che la libertà consista nel non avere più regole, più principi, più gerarchie. Questa crisi, nata dall’illusione egualitaria del 1789, continua a riflettersi oggi nel linguaggio politico. Ne sono esempio le dichiarazioni della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha definito l’attuale governo “illiberale”.
Parole che non rivelano profondità di analisi, ma ignoranza concettuale: la mancata comprensione di cosa siano davvero autorità, potere, libertà e legittimità. Qualcuno le spieghi che un governo che esercita la propria funzione in modo saldo non è illiberale; un potere che guida non è tirannico. La vera autorità - come insegnava Hannah Arendt - non impone, ma ordina; non schiaccia, ma orienta.
È la forza che dà forma alla libertà e la salva dal disordine. L’autorità autentica non nasce dal timore né dalla violenza, ma da un principio superiore che trascende gli uomini e regge la convivenza civile: la legge, la giustizia, la tradizione, la verità. Quando questo principio si perde, rimane solo la forza bruta o l’arbitrio della folla.
E quando la folla si crede sovrana, la libertà muore tra le sue stesse mani. Oggi, in un tempo in cui l’anarchia morale viene travestita da progresso, non serve meno autorità ma più autorità vera - quella che non teme di governare, che non si piega al rumore mediatico, che non chiede permesso per difendere il bene comune. Solo dove l’autorità è viva, la violenza è inutile.
Dove l’autorità scompare, la violenza prende il suo posto - nelle piazze, nei linguaggi, nei toni, nelle menti. È questo che certa intellighenzia di sinistra non capisce, o finge di non capire: che l’ordine non è il contrario della libertà, ma la sua condizione più alta. Che senza gerarchia non c’è armonia, senza guida non c’è direzione, senza autorità non c’è civiltà.
E allora, a tutti coloro che si proclamano paladini della cultura, agli intellettuali di sinistra che ogni giorno invitano gli altri a “studiare”, dico soltanto questo: ecco, STUDIATE. Perché evidentemente non l'avete fatto; e se l'avete fatto l'avete fatto male. Studiate la Storia, la Filosofia, la Politica.
Studiate per comprendere la differenza tra autorità e tirannide, tra libertà e anarchia, tra governo e dominio. Perché finché non saprete distinguere, non potrete capire. E chi non capisce, non dovrebbe insegnare nulla a nessuno.
Pierfrancesco Viti
Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.