Politica e istituzioni · Strategia politica
L'immobilità non è sempre prudenza
Nelle fasi decisive restare fermi può significare perdere terreno: governare il rischio e diverso dal fingere che esso non esista.
di Pierfrancesco Viti ·
In politica, come in guerra, ci sono momenti in cui restare fermi equivale a perdere terreno. Sul grande scacchiere, l’immobilità non è prudenza: è resa silenziosa. Un vero comandante sa che ogni avanzata comporta rischi.
Ma tra il rischio di subire il fuoco amico dall’interno, costretto a guardarti le spalle mentre combatti, e quello di affrontare lo stesso fuoco sapendo di non appartenere a quella squadra, meglio il secondo. Perché almeno in quel caso, sai da dove arriva il colpo - e puoi rispondere con onore. Meglio cadere da soldato che sopravvivere da pedina.
"Il coraggio vince"! In politica, come in guerra, ci sono momenti in cui restare fermi equivale a perdere terreno. Sul grande scacchiere, l’immobilità non è prudenza: è resa silenziosa.
Un vero comandante sa che ogni avanzata comporta rischi. Ma tra il rischio di subire il fuoco amico dall’interno, costretto a guardarti le spalle mentre combatti, e quello di affrontare lo stesso fuoco sapendo di non appartenere a quella squadra, meglio il secondo. Perché almeno in quel caso, sai da dove arriva il colpo - e puoi rispondere con onore.
Meglio cadere da soldato che sopravvivere da pedina. "Il coraggio vince"!
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