Pierfrancesco Viti Scritti di politica, diritto e tradizione

Politica e istituzioni · Cultura politica

L'esigenza di una nuova destra

Comunicazione e consenso non bastano: una destra compiuta richiede formazione, disciplina istituzionale e autentico senso dello Stato.

di Pierfrancesco Viti ·

L'ESIGENZA DI UNA NUOVA DESTRA C’è qualcosa che oggi tutti percepiscono, anche senza dirlo apertamente: la destra italiana esiste, ma non è mai stata completa. Ha avuto buoni comunicatori, ha avuto amministratori capaci, ha avuto figure popolari... ma non ha mai avuto ciò che la storia delle grandi nazioni considera essenziale: un uomo dello Stato vero, formato nel sacrificio, nella disciplina, nella lealtà e non nei talk show. In altre parole: l’Italia non ha mai avuto un ex generale in servizio operativo come riferimento politico nazionale.

Mai. Ed è questo che fa la differenza. Perché le altre destre - tutte, senza distinzione - hanno sempre avuto leader usciti dai partiti, cresciuti nei movimenti, formati nella comunicazione, plasmati dalla politica o dalla televisione.

Molti bravi, meritevoli, con ruoli importanti. Ma mai uomini che abbiano guidato reparti, missioni, operazioni, responsabilità di vita e di morte. Mai uomini che abbiano vissuto l’Italia non nei convegni, ma sotto il fuoco nemico.

E oggi il Paese sente il bisogno - quasi fisico - di una guida diversa. Non politica nel senso tradizionale: statuale, militare, identitaria, radicata. Per questo la figura del Generale Roberto Vannacci rappresenta un'opportunità storica.

È la prima volta nella Repubblica che un uomo che ha servito lo Stato in armi, che è stato sul campo, che conosce la disciplina e il comando, che ha esperienza internazionale reale, che non deve inventarsi un carattere perché ce l’ha già, diventa un riferimento politico credibile. Le altre destre possono avere idee buone, programmi interessanti, leader mediaticamente forti. Ma nessuna può offrire un uomo forgiato dallo Stato, non dai palazzi.

Un uomo cresciuto non nelle correnti, ma nella responsabilità. Uno che non deve imparare cosa significa “servire”, perché lo ha fatto per tutta la vita. Ed è qui che l’Italia può fare un salto storico: passare da una destra che racconta i valori a una destra che li incarna.

Da una destra che promette ordine a una che l’ordine lo conosce davvero. Da una destra politica a una destra statuale, identitaria, radicata, europea nella sua matrice cristiana. Perché tutti possono parlare di Patria.

Ma non tutti hanno giurato di difenderla con la vita. E forse è proprio questo - adesso, in questo momento della nostra storia - che può cambiare il destino della Nazione. Il resto lo decideranno gli italiani, come sempre, quando arriva l’ora delle scelte vere.

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Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.

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