Pierfrancesco Viti Scritti di politica, diritto e tradizione

Storia · Storia del Mezzogiorno

Il Sud ha diritto alla propria storia

Il meridionalismo diventa maturo quando abbandona le caricature e affronta senza complessi anche le pagine escluse dalla narrazione dominante.

di Pierfrancesco Viti ·

La discussione sulla storia del Mezzogiorno pone una questione che merita di essere affrontata senza etichette. Il problema non è essere “borbonici” o “antiborbonici”. Il problema è molto più serio: si può ancora discutere liberamente della storia del Mezzogiorno senza che ogni lettura non conforme alla vulgata dominante venga liquidata con un’etichetta?

Se ricordare le vittime del 1799 è doveroso — e lo è — allora devono essere ricordate tutte. Anche quelle massacrate dalle armate francesi e dai loro sostenitori. Se si condanna l’assolutismo borbonico, è altrettanto legittimo interrogarsi sulla violenza politica del giacobinismo, sull’invasione straniera e sul rapporto reale che quelle élite ebbero con le popolazioni meridionali.

La storia non può funzionare a corrente alternata. E soprattutto il meridionalismo dovrebbe finalmente emanciparsi da una contraddizione che lo accompagna da troppo tempo: non si può voler difendere il Sud continuando contemporaneamente a guardare con sufficienza la sua storia, le sue tradizioni, la sua identità religiosa e le sue classi popolari. Un autentico meridionalismo dovrebbe avere il coraggio di studiare anche ciò che disturba le narrazioni consolidate, senza nostalgie caricaturali ma anche senza complessi di inferiorità.

Il confronto che avevo chiesto allora resta quindi aperto. E, a quanto pare, ancora molto necessario.

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